In occasione del contest fotografico e progetto #myer_kitchenstories, Turismo Emilia Romagna ha girato per tutto il mese di Ottobre per le cucine di case emiliano-romagnole per #APranzoconTER, alla ricerca di storie di famiglia.

Dopo le bellissime e molto emozionanti tappe di Ravenna e Carpi, il 25 Ottobre i ragazzi di Turismo Emilia Romagna sono giunti anche in una cucina bolognese, la cucina di Enrica e di Nonna Renata (detta anche “La Nony“, da Enrica). La squadra Enrica-Nonna Renata ha cucinato instancabilmente per tutto il giorno nella cucina di Enrica ma Enrica, così come noi, era un’aiutante: la regina della cucina era Nonna Renata!

Nonna Renata ha 79 anni splendidamente portati, è una cuoca superlativa, una donna forte e coraggiosa ed è anche una nonna molto social! Ha infatti il suo account twitter dal quale segue ciò che succede a Bologna e dintorni e chatta quotidianamente su WhatsApp con figli e nipoti.

Lo staff di Turismo Emilia Romagna, ormai amici e collaboratori di lunga data, ci ha invitati a prendere parte alla splendida giornata. Purtroppo non siamo riusciti ad arrivare in tempo per fare la spesa al mercato con loro, Enrica e con Nonna Renata. Li abbiamo quindi raggiunti direttamente a casa di Enrica intorno alle 10:30, quando la cucina (e la casa) di Enrica era già un paradiso di profumi di cucina di casa.

Le nonne sono sempre molto previdenti, preferiscono iniziare prima a cucinare e magari riposarsi dopo e così è stato per Nonna Renata. Alle 10:30 infatti aveva già messo sul fuoco i peperoni per la peperonata (e per il pollo) e stava finendo di infarinare il pollo, acquistato dal suo macellaio di fiducia.

Al nostro arrivo Nonna Renata aveva già dato ai suoi aiutanti disposizioni precise quindi, sentendoci poco utili, abbiamo iniziato a scattare tante foto per poter ricordare a lungo ogni attimo della splendida giornata che ci stava aspettando.

La mattinata si è consumata in un batter d’occhio tra racconti legati alla cucina di Nonna Renata, spiegazioni su quanto far rosolare il pollo o indicazioni su quando si sta per avvicinare la cottura perfetta della peperonata.

“Quando l’olio della peperonata inizia a dividersi, vuol dire che è quasi pronta” e Nonna Renata, come ogni nonna, associa un esempio ad una spiegazione tirando fuori il pane e preparandoci delle fette di pane fresco da mangiare con “un assaggino” di peperonata. Il primo di tanti assaggi ma questo non dovevate saperlo. Facciamo che lo avete immaginato, ok?

Durante la cottura del pollo abbiamo ascoltato con tanta emozione l’origine del piatto che avremmo poi degustato come antipasto: “il paciughino”. Durante le feste la mamma di Nonna Renata non aveva tempo di cucinare e quindi il papà, che non era un grande cuoco ma faceva quel che poteva, le preparava “Il Paciughino” con filetti di acciughe (pestate al coltello) e burro, da spalmare sul pane caldo.  Una vera coccola.

E mentre il pollo ai peperoni (il cavallo di battaglia di Nonna Renata) arrivava a fine cottura, chiediamo a Nonna Renata come mai non assaggia e ci confessa che “A me piace di più cucinare che mangiare, non sono una grande mangiona. Gli odori mi saziano!”.

E poi nel pomeriggio è arrivato uno dei momenti più toccanti della giornata: il momento delle vecchie foto e dei ricordi di cucina, di cucito e di guerra.

Abbiamo ascoltato con grande attenzione le incredibili storie di questa signora così adorabile: di quando da piccola suo papà non le voleva mettere la divisa da “Piccola Italiana” e di come veniva chiusa nello sgabuzzino quando arrivavano i soldati. Di quando il Bologna vinse lo scudetto subito dopo la morte di dall’Ara e di quando Nonna Renata cuciva le divise dei calciatori del Bologna (e non solo). Di quando la cugina sposò un calciatore e per il matrimonio si vestirono con i colori del Bologna.

 

Grazie a Turismo Emilia Romagna, ad Enrica e a Nonna Renata, abbiamo passato una giornata ed una cena sensazionali all’insegna dei sapori di casa, dei ricordi, delle storie legate alla cucina.

 

Osservare  l’amore tra Nonna Renata ed Enrica, ascoltare e sorridere dei loro affettuosi battibecchi è stato un grande privilegio: è stato per noi l’invito ad affacciarci alla finestra che dava sulla vita di una famiglia molto accogliente che ci ha accolti come dei nipoti golosi e curiosi.

 

 

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