Quando posso vado al lavoro a piedi ma questa mattina pioveva abbastanza forte e quindi ho deciso di prendere l’autobus.
Molta confusione, non trovo posto e mi incastro in un angolino vicino all’uscita osservando i miei vicini.

L’autobus si ferma all’ultima fermata di Via Sant’Isaia, una signora anziana mi guarda un po’ imbarazzata e poi trova il coraggio di dirmi “avevo suonato io ma ho sbagliato fermata, dovevo scendere alla prossima” e io le rispondo “capita spesso anche a me ma per fortuna ci sono sempre persone che escono, praticamente ad ogni fermata!”.

L’anziana signora mi sorride e aggiunge “mia nipote andava a scuola proprio lì (indicando il Liceo Laura Bassi) e sa, mia nipote quando si è diplomata è stata l’unica di tutta la scuola a diplomarsi con la media del 9 in latino!”.

Deliziata da questo slancio di condivisione ho continuato la conversazione complimentandomi con la signora dicendole che secondo me chi conosce bene il latino sicuramente parla correttamente l’italiano che, purtroppo, si sta perdendo soprattutto nella composizione delle frasi e nei verbi.

Lei mi risponde “Sa signorina, io ho studiato molto il latino, l’ho studiato come ho studiato l’italiano e conoscere così bene il latino mi aiuta tantissimo con le parole crociate!”.
Nel suo sguardo c’era molta modestia e, probabilmente, è stata proprio quella modestia che le ha impedito di aggiungere che è una campionessa di parole crociate.

E poi è arrivata la sua fermata, ci siamo augurate a vicenda di passare una buona giornata e ci siamo dette “a presto”, come fanno due vecchie conoscenti o due vicine di casa che ogni tanto si scambiano qualche ricetta.

Questo breve incontro mi ha fatto ripensare alla poesia raccolta in una canzone francese che adoro, Le Parapluie, di Georges Brassens che parla di un piacevole incontro fugace, durato il tempo di ripararsi sotto lo stesso ombrello, durante la pioggia.
E mi ha lasciato la stessa gioia che mi lascia quella canzone ogni volta che la ascolto.

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